24/10/2012 - di Luca
Francesco Battiato
Tutti lo conoscono come Franco, ma Francesco è il vero nome all'anagrafe del grande cantautore siciliano che venerdì 25 gennaio si esibirà al Teatro Grande per l'attesa anteprima invernale del Festival Vittoriale tener-a-mente.

Come conferma lui stesso, Francesco Battiato fu notato da Giorgio Gaber mentre si esibiva a Milano nel cabaret per 5.000 lire a sera, "fingendo di avere un repertorio barocco-siciliano". Grazie a Gaber, Francesco Battiato ottiene un contratto con la casa discografica Jolly e un invito per la puntata del 1° maggio 1967 del programma televisivo Diamoci del tu, condotto da Gaber assieme a Caterina Caselli, programma in cui i due conduttori ospitavano giovani cantautori ancora sconosciuti. In quella puntata l'ospite scelto da Caterina Caselli era un altro giovane e sconosciuto cantautore di nome Francesco Guccini. Fu così che Gaber propose a Battiato di cambiare il nome da Francesco a Franco, proprio per non confondersi con Guccini.

"Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco, persino mia madre", ricorderà in seguito il cantautore siciliano.

Grazie al successo di Fisiognomica (il quindicesimo album in studio, del 1988), Battiato fu invitato a esibirsi da papa Giovanni Paolo II, diventando il primo cantante di musica leggera a tenere un concerto in Vaticano, il 18 marzo 1989, eseguendo i brani E ti vengo a cercare, Nomadi e L'Oceano di silenzio. In particolare è curiosa la storia di Nomadi, poiché la canzone venne scritta da Juri Camisasca per la cantautrice Giuni Russo, che non poté inciderla a causa dell'ostracismo della sua discografica, Caterina Caselli. Juri la girò perciò all'amico Franco Battiato.

Il forte legame di Battiato con l'oriente e con il mondo arabo in particolare, evidente in questi giorni anche nel titolo del nuovo album di inediti Apriti Sesamo, ha in realtà origini lontane. Battiato fu nel 1992 il primo artista occidentale a esibirsi in Iraq, sotto il regime di Saddam Hussein, ma ancora prima nel 1980 incluse in un album il brano Arabian song, interamente scritto e cantato in lingua araba. 
 
Arabian song fa parte dell'album Patriots, la cui seconda traccia, Venezia-Istanbul, ha nei primi versi una citazione che ci riguarda molto da vicino:
D'Annunzio montò a cavallo con fanatismo futurista
quanta passione per gli aeroplani e per le bande legionarie
che scherzi gioca all'uomo la Natura...

     
 1986
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